Mi ricordo quando da piccolo giocavo a Wolfestein 3D. Indubbiamente violento, indubbiamente fantasioso e storicamente una barzelletta: il boss finale era una volta un dottore nazista impazzito che lanciava siringhe di veleno, poi due gemelli ariani robotizzati e come gran finale Hitler in persona protetto da una tuta meccanica che lo rendeva un drone molto rumoroso e letale grazie a due mitragliatori a canne rotanti per parte
Ecco l’incontro con il Furher, un regalo per gli intenditori.
Che gioco fantastico. Forse meglio del successivo e pluripremiato Doom.
Entrambi i giochi, sviluppati dalla ID Software, permettevano al giocatore di muoversi a destra, sinistra, avanti e indietro. La mira era “automatica” nel senso che bastava puntare l’arma contro il nemico, sparare e schivare. Vorrei che notaste la disposizione delle informazioni sullo schermo.
La naturale evoluzione della specie è stata avere la visuale libera, e il mouse si presto alla perfezione a simulare il movemento della testa.
Le azioni si intensificarono, le interazioni con la realtà virtuale aumentarono ma l’interfaccia di gioco rimase pressappoco la stessa. C’era sempre la vita (e il mana dove richiesto), poi le munizioni, la mappa eccetera.
La seconda grande rivoluzione, quella che ci interessa per questo post, arrivò con l’on-line gaming e con la possibilità di condividere l’emozione del gioco, di qualunque natura questo fosse, con altre persone connesse dislocate in giro per il mondo.
Un titolo ha sfruttato appieno le potenzialità di internet ed ha avuto la capacità di evolversi nel tempo (grazie anche ad un’attivissima comunità) è Battlefield.
Questo gioco consiste nell’essere catapultati su un campo di battaglia sempre in contesti differenti (dipende dalla versione del gioco) ripercorrendo battaglie storiche dalla seconda guerra mondiale al vietnam e dai giorni nostri fino ad un ipotetico quanto catastrofico futuro.
Punto forte e pregio del gioco è quella di offrire un’intensa possibilità di organizzazione e cooperazione on-line.
I “soldati” della stessa fazione, divisi per funzione (geniere, assalto, ricognizione, medico), devono cooperare al fine di utilizzare al meglio i mezzi del proprio esercito e vincere la battaglia.
Ogni mezzo, infatti, è riprodotto fedelmente e per essere sfruttato al massimo richiede diversi giocatori. Un tank necessita di un guidatore che miri e spari con il cannone principale, ma ospita anche un mitragliere; un mezzo di trasporto di terra, di mare o di aria oltre che per il pilota ha posto per i mitraglieri di copertura e per la fanteria da trasportare e via così.
Il primo capitolo permetteva la comunicazione tra giocatori sfruttando un menù collegato ai vari tasti funzione (da F1 a F12). Se un ricognitore vedeva un jeep nemica poteva comunicare la posizione della jeep tramite questo menù che era però piuttosto complicato: per individuare un mezzo bisognava definire che tipo era sul tasto funzione predefinito (F1 mezzo di terra) e poi specificare (di nuovo F1 per la Jeep).
In alternativa si poteva scrivere a schermo grazie ad un comando particolare. Questo però bloccava il soldato nel gioco.
Qualche anno dopo è arrivato Battlefield 2 e le novità scelte per la comunicazione e l’interfaccia hanno stravolto il gioco.
Finalmente si può comunicare tramite cuffia e microfono con tutti i membri del proprio team utilizzando un programma interno. L’esperienza di gioco è davvero incredibile sfruttando questa opzione ma ha un piccolo problema: la lingua. La lingua ufficiale del gioco è l’inglese, ma se un giocatore non è bravo a capirlo o a parlarlo mette a repentaglio il punteggio dell’intera squadra.
Per fortuna il team della EA, la software house del gioco, è riuscito a riprogettare il menù prima costipato tra combinazioni di tasti funzioni. Ora schiacciando un solo tasto, “Q” per l’esattezza, si apre un menù circolare (forse uno dei menù più intuitivi, ma non è questa la sede per parlarne).
Questo menù contine tutte le richieste e le comunicazioni principali che si illuminavano a seconda della direzione nella quale si muove il mouse. Un clic seleziona la comunicazione; ad esempio per comunicare la presenza nemica ora basta Q+clic centrale. Richiedere l’intervento di un medico Q+mouse a destra+clic.
Questa innovazione nella comunicazione ha portato due differenti vantaggi.
Da una parte la maggior parte delle comunicazioni durante il gioco si poò fare senza bloccare il personaggio, nell’immediato; dall’altra il software traduce automaticamente il messaggio ad ogni client. Così io penso in italiano ma chi fa parte del mio team lo legge nella priopria lingua.
Qui un video del gameplay di Battlefield 2.
Per chi non gioca forse può sembrare stupido ma il collaborare e trovare nuove strategie di comunicazione è un compito molto complesso che coinvolge indirettamente nuove dinamiche di pensiero e di sviluppo. Alcune innovazioni nel campo videoludico possono costituire, e costituiscono, un banco di prova per idee da utilizzare nella vita di tutti i giorni.






